La carenza di chip potrebbe trasformarsi in un eccesso di disponibilità?

La carenza di chip potrebbe trasformarsi in un eccesso di disponibilità?

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Benvenuto su Input/Output: la blogletter in cui ogni martedì commento la notizia che mi ha più colpito del mondo tech.

Giusto un anno fa scrivevo su queste pagine di come la carenza di chip stesse infliggendo gravi danni al mercato dell'automobile.

Un intero anno è trascorso e la situazione non è stata ancora risolta definitivamente con diverse tipologia di chip continuano ad essere praticamente introvabili.

Per far fronte alla crisi le fonderie esistenti si sono adoperate per migliorare la capacità produttiva con massicci investimenti. Come quello della Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC), la più grande fonderia del mondo, che ha aumentato i suoi investimenti da 30 miliardi di dollari nel 2021 fino ai 44 miliardi di questo anno.

Ma anche alcune nazioni si stanno muovendo per finanziare la creazione di nuove fonderie locali. La Cina per esempio ha stanziato grandi capitali per finanziare nuove linee di produzione di chip locali. E anche l'Unione Europea ha stanziato 45 miliardi di euro tramite il piano "European Chips Act" con l'obiettivo di svincolarsi dalla dipendenza dai produttori di silicio asiatico e di ritagliarsi una quota del mercato mondiale.

Ma secondo un articolo pubblicato dal quotidiano Nikkei questo repentino aumento degli investimenti nella lavorazione del silicio potrebbe portare al problema opposto rispetto a quello attuale: una crisi da sovra-produzione.

L'imponente mole d'investimenti nelle fonderie è stato fatto sotto l'ipotesi che la domanda di nuovi circuiti cresca allo stesso ritmo con cui è avvenuta negli scorsi 2 anni di pandemia. Se per qualsiasi motivo però questa ipotesi dovesse venire meno, la produzione di chip potrebbe superare di gran lunga la domanda causando una crisi come quella accaduta un paio di anni fa a NVIDIA.

In particolare, sostiene il giornale, il problema potrebbe verificarsi nella produzione dei chip con processi più semplici (con dimensioni superiori ai 20nm) lasciando insoddisfatta la domanda di quelli di ultima generazione (con dimensioni inferiori ai 10nm) utilizzati da PC e smartphone.

Ad oggi comunque la crisi dei chip non è sicuramente finita. Comprare una scheda video, una PlayStation 5 o un automobile nuova è tutt'ora estremamente difficile a causa della carenza di circuiti integrati. Inoltre non penso che, almeno nel breve termine, la domanda di nuovi chip calerà in alcun modo. Lo sviluppo delle auto elettriche, la crescita del cloud computing e la conseguente necessità di realizzare nuovi data center e l'impiego di sempre più elettronica nel campo sanitario sono solo alcuni dei campi che avranno sempre più bisogno di chip nell'immediato futuro. Quindi, salvo cambiamenti drammatici (come un peggioramento della guerra in Ucraina) sono ragionevolmente convinto che la domanda di nuovi chip non sia destinata a scendere. Naturalmente è giusto essere preparati ad ogni evenienza ma, se mai si dovesse arrivare ad una crisi di sovrapproduzione di chip, non penso che sarà a breve.

E tu che ne pensi? Ci sarà una nuova crisi dei chip?


Grazie per aver letto questo articolo della rubrica Input/Output.
Ad ogni input, tipicamente, corrisponde un output. E solo esponendosi ad input diversi si possono tirare fuori idee non convenzionali. Proprio per questo ogni martedì prendo in input una curiosità legata al mondo tecnologico per ragionare su nuove idee da tirare fuori in output.