La crisi dei chip nel mercato delle automobili

La crisi dei chip nel mercato delle automobili

Benvenuto su Input/Output: la blogletter in cui ogni martedì commento la notizia che mi ha più colpito del mondo tech.

I produttori di auto utilizzano un approccio “Just in time” per l’approvvigionamento dei chip elettronici necessari alla costruzione dei veicoli. In questo modo non è necessario tenere riserve di chip all'interno degli stabilimenti produttivi ed è sufficiente limitarsi ad ordinare i microprocessori che servono nel momento in cui servono. Così facendo si riducono i costi di stoccaggio dei componenti e, considerata l’evoluzione dell’elettronica, si minimizzano il rischio di trovarsi con scorte di chip obsoleti.

Questo approccio alla gestione del magazzino ha funzionato alla grande permettendo alle case automobilistiche di seguire con precisione le piccole oscillazioni di domanda che si hanno in condizioni normali.

Ma poi è arrivata la pandemia…

Da un giorno all'altro la popolazione si è trovata ad essere confinata in casa e a non aver più bisogno di una nuova auto.
I produttori di auto allora, rispondendo al crollo della domanda, hanno interrotto immediatamente le forniture di microprocessori.

Quello che nessuno si aspettava era che la domanda di veicoli potesse ritornare ai volumi pre-pandemia già da fine 2020. Nel frattempo però le fonderie avevano dirottato la propria capacità produttiva al servizio dei big dell’elettronica i quali già da diverso tempo arrancavano nel cercare di soddisfare l'altissima richiesta di processori per computer, schede grafiche e componenti per smartphone. Infatti, se segui il mondo dei videogiochi saprai sicuramente quanto è difficile trovare in vendita una PlayStation 5 o un Xbox Series X proprio a causa della bassissima disponibilità causata dalla carenza di chip.

Di conseguenza il mercato automobilistico si è trovato senza scorte di processori e nell'impossibilità di ottenere rifornimenti in tempi brevi. Proprio per questo motivo General Motors si è trovata costretta a chiudere temporaneamente 3 stabilimenti che non erano più in grado di produrre alcunché senza disponibilità di microprocessori.

Secondo i più ottimisti la situazione potrebbe stabilizzarsi già a metà 2021 ma ci sono voci che parlano di una risoluzione definitiva del problema non prima del 2022.

È incredibile come questi giganti del mercato dell'automobile in realtà si appoggiassero su piedi di argilla. E altrettanto incredibile è il fatto che un’automobile il cui costo supera spesso e volentieri le decine di migliaia di euro non possa essere consegnata a causa della carenza di qualche chip da poche manciate di euro.

In ogni caso in questi giorni, andando a sentire da un concessionario la prima data di consegna disponibile per un veicolo nuovo è inizio agosto. Quasi 5 mesi da oggi!

Fonte


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Ad ogni input, tipicamente, corrisponde un output. E solo esponendosi ad input diversi si possono tirare fuori idee non convenzionali. Proprio per questo ogni martedì prendo in input una curiosità legata al mondo tecnologico per ragionare su nuove idee da tirare fuori in output.