Puoi essere un latifondista… nel metaverso

Puoi essere un latifondista… nel metaverso

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Benvenuto su Input/Output: la blogletter in cui ogni martedì commento la notizia che mi ha più colpito del mondo tech.

La scelta della casa da acquistare non è un processo facile.

Le esigenze da tenere in considerazione sono innumerevoli e variano da persona a persona. Per me una buona casa deve essere raggiunta dalla fibra ottica, deve essere accogliente e deve essere non troppo lontano da amici e parenti. E, ovviamente, tutto ciò senza essere costretto a spendere cifre folli.

E se già nella vita reale la ricerca e l’acquisto di un immobile non è un’impresa facile, presto potremo dover replicare la stessa procedura anche nel metaverso.

Nonostante ad oggi il metaverso sia un concetto che coinvolge soltanto una nicchia di persone, sono già molti i brand che desiderano iniziare a costruire una presenza di rilievo all’interno di questi mondi digitali in modo da poter essere pronti quanto poi diventeranno un fenomeno di massa.

A dimostrazione di ciò c’è l’annuncio di qualche giorno fa relativo alla vendita di ben 116 immobili all'interno del distretto fashion del metaverso chiamato "Decentraland" per un totale di 2.5 milioni di dollari.

Il metaverso di Decentraland

Ma non è solo una questione di essere pronti per le nuove tecnologie. Sempre più aziende hanno adocchiato la possibilità di acquistare spazi virtuali all’interno del metaverso considerandoli come un investimento.

Similmente a quanto avviene per il mercato immobiliare, oggi che il metaverso è ancora un settore di nicchia, la domanda di terreni virtuali è ancora bassa e pertanto è possibile acquistare grandi spazi virtuali a prezzi modici. Quando poi il fenomeno dei metaversi sarà di massa e l'accesso al mondo virtuale sarà comune come lo sono i social network in questo momento, i possedimenti acquisiti in precedenza potrebbero arrivare a valere cifre da capogiro.

E, attenzione, il momento in cui la gente entrerà in massa all'interno dei mondi virtuali del metaverso potrebbe essere non più distante di qualche anno visto che il visore Oculus Quest di FacebookMeta è al primo posto su Amazon.

Naturalmente, non sono solo le aziende a cercare di speculare su questi terreni virtuali. Sono sempre più anche i privati che si stanno buttando a capofitto nell’acquisto di terreni digitali sperando poi di trarne un profitto rivendendoli o affittandoli ai grandi brand che arriveranno nel prossimo futuro.

Dal lato mio però non riesco ancora a farmi un’idea precisa sul metaverso.

Da una parte devo confessare che sono veramente curioso di mettere piede nel metaverso e di provare in prima persona le rivoluzioni che il Web 3.0 promette di portare nel mondo digitale.

Dall’altra parte mi sembra che in questo momento tutto il fermento intorno al metaverso sia frutto di molta (troppa?) speculazione. Non vorrei che tutto questo hype alla fine si traduca solo in una bolla come già avvenne ai tempi della "Bolla delle dot-com".

Insomma, quello che ancora non riesco a capire con certezza è se alla fine di tutto il metaverso sia un bene solamente per i portafogli delle aziende che lo realizzano o se invece porterà vantaggi concreti a chiunque ne farà parte.

E tu che ne pensi? Investiresti in un terreno nel metaverso?


Grazie per aver letto questo articolo della rubrica Input/Output.
Ad ogni input, tipicamente, corrisponde un output. E solo esponendosi ad input diversi si possono tirare fuori idee non convenzionali. Proprio per questo ogni martedì prendo in input una curiosità legata al mondo tecnologico per ragionare su nuove idee da tirare fuori in output.