Buca oggi e decodifica domani

Buca oggi e decodifica domani

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Benvenuto su Input/Output: la blogletter in cui ogni martedì commento la notizia che mi ha più colpito del mondo tech.

Dal registro scolastico elettronico alla SIAE, dalla Sanità della Regione Lazio all'anagrafe di Torino.

Il numero di attacchi informatici sferrati con successo ai danni di aziende Italiane nel 2021 è stato impressionante.

E se difendersi dagli attacchi di oggi è difficile, proteggersi da quelli futuri è quasi una mission impossible.

Il mondo della tecnologia evolve a ritmi forsennati e chi si occupa di sicurezza informatica non possa fare a meno di tenerne conto di questa evoluzione. Come dicevo anche la settimana scorsa, per poter garantire la segretezza din un progetto non si può non adottare un approccio olistico nello sviluppo di contromisure efficaci che tengano anche dei progressi tecnologici in arrivo negli anni futuri.

Proprio a dimostrazione del fatto che il progresso tecnologico non mostra cenni di rallentamento, in questi giorni, IBM ha annunciato che in un paio di anni i chip quantistici potranno superare le performance degli attuali processori in alcuni task.

Infatti, mentre un processore tradizionale elabora l'informazione rappresentandola attraverso sequenze di bit (degli 0 e degli 1), un computer quantistico utilizza i cosiddetti "qbit" che possono assumere il valore sia di zero che di uno in contemporanea. Questa peculiarità dei qbit li rende di particolare interesse per la risoluzione di alcuni classi di problemi che ad oggi non sarebbero risolubili in tempi accettabili da un normale computer.

Per esempio il problema del commesso viaggiatore in cui si hanno un insieme di città e si deve trovare il tragitto di minima percorrenza affinché il commesso visiti tutte le località una ed una sola volta ritornando alla fine al punto di partenza, ha un tempo di risoluzione esponenziale all'aumentare del numero di città prese in considerazione. Proprio per questo motivo compagnie come UPS che gestiscono flotte enormi di veicoli per la consegna hanno ideato soluzioni alternative per ottimizzare il tragitto dei corrieri.

Con un computer quantistico tuttavia sarebbe possibile sfruttare la particolarità dei qbit di coesistere in più stati in contemporanea per simulare tutti insieme i percorsi che il commesso dovrebbe seguire e trovare quindi in tempi brevi la soluzione ottimale al problema.

Un altro campo d'applicazione in cui i computer quantistici potrebbero eccellere è la violazione di molti degli algoritmi di crittografia attualmente utilizzati per proteggere dati sensibili come segreti personali, commerciali e di stato.

Una delle minacce da tenere in considerazione quindi è quella per cui gli hacker possano iniziare fin da subito a collezionare enormi quantità di dati sensibili cifrati nella speranza di poterli decifrare nel giro di qualche anno non appena l'utilizzo del quantum computing sarà di più largo dominio.

Proprio per questo motivo il Governo USA attraverso il National Institute of Standards and Technology (NIST) ha iniziato a studiare come fare per prevenire possibili violazioni di segreti. L'agenzia prevede che per i prossimi 10 anni possiamo ancora dormire sogni tranquilli prima che un computer quantistico sia in grado di violare gli attuali algoritmi a chiave pubblica/privata ma non per questo c'è tempo da perdere. Il NIST ha infatti in programma di sviluppare un nuovo algoritmo di protezione dei dati a prova di computer quantistico entro il 2024.

Ogni documento firmato digitalmente. Ogni acquisto online. Ogni transazione con la banca. Sono tutte operazioni che potrebbero smettere di essere sicure con l'avvento dei computer quantistici.
Ancora c'è abbastanza tempo prima che sia possibile violare facilmente questi algoritmi di sicurezza. Ma il progresso tecnologico procede ininterrotto giorno e notte. Non tenere gli occhi puntati su ciò che arriverà nel prossimo futuro potrebbe essere un errore madornale.

E tu che ne pensi? C'è da preoccuparsi per l'arrivo dei computer quantistici?


Grazie per aver letto questo articolo della rubrica Input/Output.
Ad ogni input, tipicamente, corrisponde un output. E solo esponendosi ad input diversi si possono tirare fuori idee non convenzionali. Proprio per questo ogni martedì prendo in input una curiosità legata al mondo tecnologico per ragionare su nuove idee da tirare fuori in output.

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