Obiezione vostro onore! Chiamo il Fitbit a testimoniare

Obiezione vostro onore! Chiamo il Fitbit a testimoniare

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Benvenuto su Input/Output: la blogletter in cui ogni martedì commento la notizia che mi ha più colpito del mondo tech.

È notte fonda.

Alice sente un colpo di pistola, si mette le mani al petto e vede il sangue copioso uscire dalla ferita. Il Fitbit che ha al polso segna un repentino aumento dei battiti cardiaci seguito da un costante calo. È mezzanotte e quattro minuti quando il cuore smette completamente di battere.

Quando la polizia arriva sulla scena del crimine la prima cosa che fa è richiedere l'accesso ai dati contenuti all'interno dell'indossabile della vittima.
I dati contenuti nel Fitbit della vittima consentono agli inquirenti di individuare con precisione estrema l'orario del decesso.

La polizia sospetta che il colpevole possa essere Bob, il fidanzato. Per poter confermare le accuse gli inquirenti hanno bisogno di prove e chiedono quindi all'azienda dello smartwatch di Bob l'accesso ai suoi dati biometrici.

Incrociando i dati del Fitbit di Alice con quelli dell'indossabile di Bob, la polizia riesce a ricostruire le ultime ore dei due fidanzati e a trovare la prova decisiva per incastrare Bob per l'omicidio di Alice.

Pote risolvere un omicidio "semplicemente" guardando ai dati raccolti dai dispositivi tecnologici indossati sembra un futuro fantascientifico. Ma le realtà è che già oggi sono sempre di più i tribunali sfruttano i dati sulla salute raccolti dai dispositivi digitali per decidere se incriminare o scagionare una persona.

L'interesse da parte del mercato verso i dispositivi indossabili è in costante aumento. I wearable sono infatti comodissimi per tenersi in forma, per misurare lo stato di salute e per comunicare con gli amici. Rendendoli a tutti gli effeti una parte integrante della nostra vita quotidiana. E proprio a causa della loro diffusione, gli indossabili sono diventati strumenti sempre più presenti anche all'interno delle scene del crimine. E i dati che raccolgono sono sempre più funzionali alla risoluzione dei crimini.

Infatti, recentemente, sono state emesse almeno due sentenze del tribunale proprio grazie ai dati raccolti dai dispositivi indossabili delle vittime. Una riguardante un presunto impianto anatomico difettoso, l'altra un omicidio avvenuto nel Wisconsin.

Del fatto che le big company della tecnologia si stiano interessando sempre di più ai nostri dati sanitari ne avevo già parlato qualche tempo fa. In quell'articolo valutavo positivamente l'impatto che le aziende tech avrebbero potuto portare al mondo della sanità.
Questa notizia tuttavia non fa che confermare la mia idea per cui ogni volta che dei dati vengono raccolti in modo massivo, anche se con le migliori intenzioni, è solo questione di tempo prima che a qualcuno venga in mente di utilizzarli per gli scopi più impensabili.

Quindi la prossima volta che stai per acquistare un dispositivo indossabile, ricorda che oltre ad essere un valido incentivo a vivere una vita più sana, fornisce anche informazioni in tempo reale che possono aiutare le forze dell'ordine a costruire un mondo più sicuro.

E tu che ne pensi? Eri al corrente dell'utilizzo degli indossabili come prova in tribunale?


Grazie per aver letto questo articolo della rubrica Input/Output.
Ad ogni input, tipicamente, corrisponde un output. E solo esponendosi ad input diversi si possono tirare fuori idee non convenzionali. Proprio per questo ogni martedì prendo in input una curiosità legata al mondo tecnologico per ragionare su nuove idee da tirare fuori in output.

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