Il lato oscuro del design

Il lato oscuro del design

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Benvenuto su Input/Output: la blogletter in cui ogni martedì commento la notizia che mi ha più colpito del mondo tech.

Ogni sito web che visiti ti accoglie con una pletora di pop-up; permessi per i cookie, consensi per la privacy, iscrizioni alle newsletter, notifiche e chi più ne ha più ne metta.

In questo marasma di richieste all'utente ho notato che un numero sempre maggiore di siti cerca di sfruttare il lato oscuro del design per ingannare l'utente e fargli fare azioni che non intendeva realmente compiere.

Di che parlo?

Ormai quando vedo tutte queste richieste da parte dei siti nemmeno le leggo più. Il cervello attiva un meccanismo automatico di protezione per cui a colpo d'occhio cerco di negare qualsiasi consenso sperando di tutelare al meglio la mia privacy.
Sempre più spesso mi capita però di vedere situazioni in cui per negare il consenso al tracciamento servono più passaggi all'interno dei quali i creatori dei siti cercano comunque di "ingannare" l'utente ad accettare il tracciamento.

Ti faccio un esempio con un sito che, come ogni sviluppatore che si rispetti, consulto più volte al giorno: Stack Overflow.

Questo è il banner con cui uno dei siti chiede agli utenti se intendono accettare o meno il tracciamento

Banner per il consenso ai cookie

Subito dopo aver premuto il pulsante più opzioni si apre la finestra di personalizzazione dei cookie dove il significato del pulsante blu di conferma cambia completamente e diventa Accetto tutto. E così, involontariamente, mi trovo ad aver dato il consenso al tracciamento completo.

Banner per personalizzare i cookie da accettare

E questo è solo per citare un caso che mi capita spesso! Potrei fare mille mila altri esempi.

Gli inganni hanno radici profonde nella storia dell'uomo per cui non mi stupisce che anche nel web si tenti di raggirare l'utente finale. Quello che mi lascia perplesso è quanto siano diffusi questi "trucchetti" nel nell interfacce web per convincere l'utente a rinunciare alla propria privacy.
In questa giungla a rimetterci maggiormente sono gli utenti meno pratici del web che finiscono per accettare inconsapevolmente qualsiasi forma di tracciamento.

Proprio nel tentativo di tutelare gli utenti meno preparati e di ridurre lo stra-potere delle multinazionali del web è intervenuto il garante della privacy obbligando tutti a ad inserire un modo per dimettere il banner senza essere in alcun modo tracciati.

Per i cookie di profilazione rimane la necessità del consenso da richiedere attraverso un banner ben distinguibile sulla pagina web, attraverso il quale dovrà anche essere offerta agli utenti la possibilità di proseguire la navigazione senza essere in alcun modo tracciati, ad esempio chiudendo il banner cliccando sulla caratteristica X da inserire in alto a destra.

E tu che ne pensi? Sei in grado di evitare di cadere vittima di questi "truchetti"?


Grazie per aver letto questo articolo della rubrica Input/Output.
Ad ogni input, tipicamente, corrisponde un output. E solo esponendosi ad input diversi si possono tirare fuori idee non convenzionali. Proprio per questo ogni martedì prendo in input una curiosità legata al mondo tecnologico per ragionare su nuove idee da tirare fuori in output.