Il villaggio di Babbo Natale

Il villaggio di Babbo Natale

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Benvenuto su Input/Output: la blogletter in cui ogni martedì commento la notizia che mi ha più colpito del mondo tech.

Le 3 parole che si trovano su praticamente ogni oggetto che compriamo sono: “Made in China”.

E le decorazioni natalizie che riempono le nostre case in questo periodo non fanno eccezione.

Si stima che circa il 60% delle decorazioni attualmente in commercio siano state prodotte nella città cinese di Yiwu che ha quindi preso il nome di “città del Natale”.

Nell’immaginario collettivo la città del natale è un posto pieno di elfi felici che lavorano ai comandi di Babbo Natale allo scopo di realizzare e impacchettare i regali da consegnare ai bambini che si sono comportati bene durante l’anno.

La città cinese invece è un conglomerato di oltre 600 aziende che preparano ogni sorta di decorazione natalizia durante tutto l’anno. Molto spesso gli operai che lavorano in queste fabbriche hanno turni massacranti da 10/12 ore al giorno per sei giorni alla settimana, e incredibile a dirsi, non ha nemmeno idea di cosa sia il Natale.

Il "vero" villaggio di Babbo Natale

Devo confessare che venire a conoscenza di questa città mi ha messo un po' tristezza.

A prima vista, l'idea che esista un posto del genere dove per 365 giorni l'anno la città è addobbata a festa per il Natale può sembrare una cosa romantica. La realtà invece è molto più deludente.

Probabilmente per molti questa non è una novità ma io devo ammettere di non aver mai pensato a dove venissero fatte le decorazioni di Natale.

Forse il consumismo di cui un po' tutti (me per primo) siamo vittima si è portato via lo spirito del Natale.

E tu che ne pensi? È questo il villaggio di Natale che ti aspettavi?


Grazie per aver letto questo articolo della rubrica Input/Output.
Ad ogni input, tipicamente, corrisponde un output. E solo esponendosi ad input diversi si possono tirare fuori idee non convenzionali. Proprio per questo ogni martedì prendo in input una curiosità legata al mondo tecnologico per ragionare su nuove idee da tirare fuori in output.