Scarpe, dati e creatività

Scarpe, dati e creatività

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Benvenuto su Input/Output: la blogletter in cui ogni martedì commento la notizia che mi ha più colpito del mondo tech.

Che i dati siano il nuovo petrolio ormai lo hanno sentito dire anche i muri per cui il fatto che Nike si compri un’azienda specializzata nell'apprendimento automatico come Datalogue non mi stupisce affatto. Quello che mi stupisce di più è il fatto che questa sia la quarta acquisizione fatta negli ultimi anni da Nike nel settore dell’analisi dei dati.

Ma che cosa ci fa una compagnia che produce calzature con tutte queste aziende di analisi dei dati?

La risposta a questa domanda potrebbe essere legata alla possibile perdita di controllo sui dati dei clienti a causa dell’imminente eliminazione dei cookie di terze parti e delle modifiche di tracciamento in arrivo dopo gli interventi di Apple a riguardo.

Se infatti finora era possibile tracciare l’intera cronologia di navigazione di un utente, con le recenti modifiche adottate dai browser al fine di tutelare la privacy degli utenti questo non sarà più possibile. Ed ecco quindi che diventa sempre più importante acquisire il know-how per estrarre informazioni preziose partendo dai dati che l’azienda è in grado di raccogliere in prima persona. In definitiva, queste acquisizioni, Nike spera di aumentare la propria capacità di analisi dei dati di cui è in possesso riguardanti prodotti marketing e servizi in modo da incrementare la fidelizzazione dei clienti e la loro frequenza di acquisto.

Certamente, i numeri sono fondamentali, ma solo se chi li osserva ha la capacità di interpretarli e soppesarli attentamente e infatti John Donahoe (CEO di Nike) in un'intervista, ha detto: "La cosa che rende questa azienda straordinaria è l'arte. È la creatività dei nostri team del marchio e la narrazione che fanno, quindi i dati non sostituiscono l'arte...ma aiutano a migliorarla e integrarla".

Credo che queste parole dette da John Donahoe siano particolarmente importanti. Penso che nel futuro prossimo l’analisi dei dati sarà una pratica sempre più comune tra le aziende di successo. Quando però tutti avranno un "data scientist" in azienda, quello che farà veramente la differenza sarà la creatività di chi è in grado di interpretare i dati in modo tale da immaginare nuove forme e funzioni e di produrre bellezza e ispirazione tramite il motore della tecnologia.

What Nike's Datalogue deal says about the brand's evolving approach to data-driven marketing


Grazie per aver letto questo articolo della rubrica Input/Output.
Ad ogni input, tipicamente, corrisponde un output. E solo esponendosi ad input diversi si possono tirare fuori idee non convenzionali. Proprio per questo ogni martedì prendo in input una curiosità legata al mondo tecnologico per ragionare su nuove idee da tirare fuori in output.